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L’Esperto consiglia

La Potatura dell’Olivo

Potatura di produzione

Nella potatura di produzione degli olivi ci sono due obiettivi fondamentali:

  • Mantenere la forma
  • Avere prodotto

In Italia ,in genere, le piante sono allevate a vaso con tre o quattro branche principali.
Personalmente preferisco contenerne l’altezza attorno ai 4-5 metri. In questo modo buona parte della potatura e della raccolta può essere fatta da terra e comunque non Ë necessario utilizzare scale alte a vantaggio della sicurezza. Un tempo si preferivano piante più alte per ricavarne legna da ardere e per evitare che il bestiame rovinasse le fronde più basse.
In generale la pianta va dimensionata per il nutrimento disponibile.

In un un oliveto abbandonato ed improduttivo la vegetazione è solo in alto.
Ciò accade anche dopo una gelata, un’incendio o semplicemente quando la pianta è infestata dai rovi. In questo caso converebbe forse tagliare la pianta al piede ed allevare i polloni.
In ogni caso ogni 15-20 anni una pianta può essere tagliata al ceppo per ringiovanirla. Il legno non deve prevalere.

Bisogna tener inoltre presente che l’olivo è una pianta basitona cioè un cespuglio.

E’ preferibile potare dalla metà di Febbraio sino ad Aprile o Maggio. La pianta soffre le gelate ed è più vulnerabile se ha subito tagli decisi. L’olivo è comunque una pianta robusta.

Con la potatura si deve ottenere un corretto rapporto tra legno e parte vegetativa. Nel caso vi sia troppo legno vecchio e poca vegetazione nuova bisogna intervenire con tagli più decisi.

Il rapporto tra legno e vegetazione dipende anche dalla varietà delle piante. Nel leccino, ad esempio, le frasche sono preponderanti con getti fino a 60 cm mentre nel frantoio i getti non superano i 40 cm. Quest’ultima varietà si riconosce anche perchè ha le foglie più argentate.

Bisogna inoltre creare un buon equilibrio tra funzione vegetativa e funzione riproduttiva osservare il volume e la densità della chioma.

In generale i polloni ed i succhioni verticali vanno tolti.
Anche il numero di polloni e succhioni Ë un fattore importante, se sono troppi vuol dire che c’Ë qualcosa che non v‡. Un succhione cattivo Ë molto verticale e posto vicino al fusto. Assorbe l’energia della pianta indebolendo gli altri rami. Un succhione non cattivo puÚ essere ingentilito scorciandolo in modo che si pieghi ancora di pi˘. Questo mette anche in equilibrio la pianta perchË l’energia in eccesso (che genera il succhione) va a finire in buona vegetazione. Se si riesce a piegarlo, magari mettendolo sotto un altro ramo, diventa una branca buona.

E’ necessario inoltre svuotare la pianta tagliando tutti i getti interni alle tre branche principali in modo che prenda luce.

Ogni parte di legno nuovo porterà delle gemme a legno e delle gemme a fiore.
I fiori sui brindilli si formano sulla punta mentre il ramo fruttiferi vero e proprio è quello dove il ramo va avanti rispetto ai fiori. Dopo un pò di anni i rami si esauriscono e possono essere tagliati (taglio di ritorno).

La forma della pianta è importante per consentire le potature successive, la raccolta, l’accesso con le macchine agricole ed i trattamenti.

Sintesi delle operazioni fondamentali di potatura.

  • osservare la pianta
  • evitare tagli troppo grossi
  • eliminare i polloni
  • svuotare l’interno della pianta da tutti i getti
  • eliminare i succhioni cattivi
  • ingentilire i succhini buoni
  • eseguire i tagli di ritorno